
11 giugno 2009, L'Aquila. La fiaccola della pace è accolta dal vescovo nella tendopoli di Pile 2
Breve ma intenso di emozioni è stato il tragitto della tappa odierna percorsa dalla Fiaccola della pace. Partita in mattinata dalla
cattedrale di Santa Maria del Popolo a
Rieti, la carovana ha percorso poco più di 60 chilamoteri attraversando proseguendo lungo la
via Salaria e la
s.s. 77. Lungo la valle che porta alle sorgenti del fiume
Velino, sono stati attraversati caratteristici borghi come quelli di Città Ducale e Canetra, le terme di Cotilia. L’odore di uova marce dell’acqua sulfurea non è rimasto indifferente agli assetati tedofori. Attorno un paesaggio incontainato caratterizzato da dolci montagne ricolme di una verdeggiante boscaglia di larici e querce. Qua e la, piccoli castelli a sovrastare la tranquilità dell’Appennino sabino. Sino a raggiungere il
muro di Antrodoco. Nel primo pomeriggio, il borgo ove si combatté la celebre battaglia risorgimentale datata 1821, è stato teatro di un’altra piccola impresa. Quella dello scalatore
Toto Fusari che ha affrontato gli ardui tornanti a strapiombo. Una pendenza ragguardevole dall’incrocio che lascia la via Salaria per imboccare la ss 77 sino ai confini con la terra d’Abruzzo. Non un segnale stradale, quanto la vista delle prime tendopoli ha evidenziato l’arrivo fra le popolazioni terremotate. A bruciare i tempi del tabellino di marcia è stato poi lo sprint da mezzofondista condotto dal salentino
Rocco Franco. Il maresciallo salentino, sempre presente nelle passate edizioni, è stato accompagnato dalla gentile presenza delle conterranee
Milena, Lella e
Susanna, la mascotte del gruppo. Tre anni d’età per la picco Susy che già promette un futuro da campionessa. Alle porte del capoluogo abruzzese, l’intero gruppo dei tedofori è sceso dai camper e si è unito alla corsa con i ragazzi dl posto. Guidati da
Angela, amica fedele del Pellegrinaggio e da
Don Dino responsabile della pastorale giovanile aquilana, una decina di
giovani scout ha preso in passaggio il testimone. In una processione iniziata dal campo base
Pile 1, quartier genrale della Croce Rossa che opera fra le macerie ancora visibili, sino al vicino campo di
Pile 2. Fra i teli azzurri della tendopoli che ospita un centinaio di terremotati, la fiaccola accesa dal Santo Padre è passata al piccolo
Francesco, anch’esso ospite della struttura con i suoi genitori. Un passaggio carico di speranza per tutti i presenti. L’arcivescovo
S.E. Giuseppe Molinari ha poi guidato una breve processione, fra canti e preghiere accompagnate dal suono della chitarra. Non sono mancati i sorrisi e le strette di mano con le suore
dell’ordine mariano dei Filippini che hanno confermato la loro presenza sabato prossimo al pellegrinaggio sino a Loreto. Per tutti, un gesto significativo di fede e condivisione.
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