
Teramo - Sergio e il gruppo dei tedofori in posa sulla scalinata del Duomo.

Francesco e Brunella alle porte di Teramo. La fiaccola sulle scalinate del duomo romanico

Giulianova - Il terremoto le ha allontanate da casa ma non dalla fede. Sono le signore aquilane a tenere in alto la fiaccola della speranza.

Giulianova, Casa Maria Immacolata - l'arrivo in preghiera con Padre Pasquale Fioretti
La corsa intanto prosegue sino a Teramo dove i vigili urbani ci scortano in centro storico. La carovana sosta ai piedi del bel duomo romanico. Poi è Sergio Totari che scorre baldanzoso fra i due portici del corso principale, sotto gli sguardi sorpresi dei termanani al passeggio. Di nuovo in strada, imbocchiamo la zona industriale di Sant’Omero a Tordino. La fiaccola è passata in mano a Francesco, protagonista di un lunghissimo ed entusiasmatico tratto. Di nuovo Primo e Brunella con il simpaticissimo Peppe Mancini si avvicendano lungo la valle in direzione costa. Ad una manciata di chilometri dall’ingresso a Giulianova, ecco Giampaolo riprendere il testimone. Sarà lui ad accompagnare il fuoco accesso da Benedetto XVI sino all’ingresso a Giulianova. Ad attenderci sono le suore oblate del Bambin Gesù nella splendida corcice della Casa Maria Immacolata. Posta in un punto panoramico di Giulianova Alta, contornata di un rigoglioso giardino da cui si ammira l’azzurro del mare, il convento in questo periodo ospita famiglie di turisti bavaresi, conterranei di Ratzinger per intenderci, e decine di famiglie sfollate dai vicini centri terremotati. Al saluto del responsabile Paolo Cesanelli, segue la preghiera di padre Pasquale Fioretti sulla figura del pellegrino, metafora della vita quotidiana. Con piacere apprendiamo da don Fioretti la sua esperienza missionaria Fidei Donum in Brasile. Sua è la fondazione del Centro pa.Fi. fra le favelas di Burietà, all’interno della foresta di Salvador de Bahia. Il centro accoglie, assiste ed educa bambini abbandonati e in povertà. Oltre a don Pasquale, a Giulianova ci attendono anche diversi volontari dell’Unitalsi e semplici pellegrini che ci confermano l’arrivederci per il giorno dopo alla Macerata-Loreto. Dopo una doccia tonificante e il commensale in refertorio offerto dalle suore, i fiaccolisti stanchi ma felici sono bersaglio di domande da un gruppo di arzille signore. Sono le terremotate de L’Aquila che hanno dovuto abbandonare le loro case a L’Aquila per essere ospitate nel convento. Luisa e Sista - i nomi di due di loro - ci chiedono di poter sfiorare la luccicante torcia accesa. Le accontentiamo ben volentieri e le omaggiamo coi rosari e i cappellini bianchi edizione 2009. Fra una chiacchiera e l’altra, le signore ci hanno raccontato di essere si ancora spaventate del terremoto e dispiaciute di aver lasciato le loro abitazioni, ma anche soprese di come si sia istaurato un legame di nuove amicizie, stando insieme in questo convento. Altra piacevole novità, l’arrivo di un nuovo amico subito investito della carica onoraria di “tedoforo della fiaccola”. Originario ad Urbino e provienente da Ascoli, dove lavora come istruttore in piscina, Claudio si è “tuffato” fra noi. L’invito è venuto dal suo amico e compagno di università Giampaolo. i due hanno già picchettato la tenda dove dormiranno notte accanto ai nostri camper. Domani la sveglia sarà per tutti inclemente: ore 5 l’alzata generale. Sarà l’inizio delle quarta e ultima lunga tappa, quella che segnerà il ritorno nelle Marche.

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