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Nuova sezione CURIOSITA’

Divertitevi insieme a noi leggendo cosa è accaduto in questa spedizione 2009!
Visitate anche la nostra nuova sezione curiosità

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L’accensione del braciere per una lunga notte in cammino

Ci siamo! E’ il gran momento dell’accensione del braciere. Sarà Giampaolo a portare il fuoco acceso da Benedetto XVI a Roma. Il giro finale per tutti i tedofori sarà salutato dai fragorosi applausi agli 80 mila pellegrini che assiepano i prati dello Stadio “Helvia Recina” di Macerata. Il braciere è acceso: sarà l’inizio della lunga notte in cammino. Dopo le centinaia di chilometri macinati, Giampaolo, Angelo e Claudio saranno ancora lì con la fiaccola al fianco della croce che aprirà il fiume umano, per gli ultimi 27 chilometri lungo la valle del Potenza e le colline di Chiarino. Con loro anche Tonino, Francesco di Fermo e Antonio di Osimo. All’alba di domenica 14 giugno, Loreto si sveglierà illuminata da questo fuoco. Un segno di pace, testimonianza di fede, portato in quattro giorni di corsa dai nostri tedofori da Piazza San Pietro sino alla Santa Casa.

Da Roma a Macerata - Giampaolo accende il braciere

Da Roma a Macerata - Giampaolo accende il braciere

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La Fiaccola torna a casa: dal lungomare compare la cupola del Santuario

Segnali stradali verso Loreto

Segnali stradali verso Loreto


Più di 120 chilometri da Giulianova a Macerata in cui la truppa si sdoppierà. Un primo troncone correrà sino a Porto San Giorgio. L’altro dalla cittadina rivierasca, attraverserà il lungomare di Lido di Fermo, Porto Sant’Elpidio e Civitanova Marche per poi tornare sulla s.s. 16. Ad attanderli a Villa Musone saranno i podisti della Bracaccini Atletica Osimo. Intravediamo ora la cupola del Santuario di Loreto. Sappiamo di essere tornati a casa e con gioia superiamo le ultime faticose salite che ci separano al Santuario di San Giuseppe da Copertino ad Osimo.
Padre Giulio Berrettoni freme nell’aspettarci anche quest’anno fra i suoi confratelli per darci la sua ultima bebedizione prima di rivederci alla volta di Macerata.

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Ad Osimo di corsa per il Santo che volò

Osimo: Tedofori con Padre Giulio Berrettoni sulla tomba di San Giuseppe

Osimo: Tedofori con Padre Giulio Berrettoni sulla tomba di San Giuseppe

Osimo - L'ingresso al Santuario di San Giuseppe da Copertino
Osimo - L’ingresso al Santuario di San Giuseppe da Copertino
Osimo, refertorio del convento - Allegro pranzo prima dell'ultima ripartenza

Osimo, refertorio del convento - Allegro pranzo prima dell'ultima ripartenza

Non poteva mancare anche quast’anno la visita al Santuario di San Giuseppe da Copertino. Ad accoglierci con grande affetto è Padre Giulio Berretoni con i suoi confratelli francescani. Prima di arrivare ad Osimo, la fiaccola si è fermata nel Santuario di Campocavallo per un momento di preghiera, poi gli ultimi chilometri in salita sino alla citta dei “senzatesta”. A farci gli onori di casa sono i dirigenti dell’Atletica Amatori Bracaccini capitanati dal podista Martini, veterano indiscusso del gruppo. Dopo il saluto delle autorità comunali, presente il Vicesindaco Simoncini, l’ingresso nella magnifica basilica per poi discendere alla sottostante tomba del Santo. Padre Giulio ci saluta ricordandoci di essere stato, 31 anni fà concelebrante alla messa della prima edizione del Pellegrinaggio insieme ai fatidici 200 studenti accompaganti dall’allora giovane sacerdote don Giancarlo Vecerrica. Tra i nostri, grande emozione è stata quella degli amici salentini. In particolare per Milena originaria proprio del paese del Santo, Copertino. Milena ha pregato sotto le sue spoglie ritrovando un angolo incredibile di familiarità, incontrando fra l’altro anche una coppia di compaesani giunti ad Osimo proprio per salutare San Giuseppe. Ultime foto di rito con la fiaccola accesa difronte alla teca in vetro prima di spostarci in refertorio per condividere fraternemente l’ ultimo pranzo in compagnia. Straordinaria l’ospitalità dei commensali che ci hanno deliziato con gli immancabili cannelloni, passati sui piatti due o tre volte, carni sublimi come quelle delle oche nostrane, eppoi insalata, ciambellone, caffè e vino della casa. In una tavolata davvero allegra, si sono salutati tutti i protagonisti di questa straordianaria avventura: podisti, organizzatori, frati e gli encomiabili agenti della Polizia Stradale omaggiati delle nostre magliette. Salutata Osimo e la tomba del Santo, il gruppo della Fiaccola è stato benedetto da Padre Giulio prima della sua ultima ripartenza, alla volta del suo ritorno a Macerata.

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A Giulianova oltre il terremoto, fra missionari, Unitalsi e arzille nonnine

Teramo - Sergio e il gruppo dei tedofori in posa sulla scalinata del Duomo.

Teramo - Sergio e il gruppo dei tedofori in posa sulla scalinata del Duomo.


Francesco e Brunella alle porte di Teramo. La fiaccola sulle scalinate del duomo romanico

Francesco e Brunella alle porte di Teramo. La fiaccola sulle scalinate del duomo romanico


Giulianova - Il terremoto le ha allontanate da casa ma non dalla fede. Sono le signore aquilane a tenere in alto la fiaccola della speranza.

Giulianova - Il terremoto le ha allontanate da casa ma non dalla fede. Sono le signore aquilane a tenere in alto la fiaccola della speranza.


Giulianova, Casa Maria Immacolata - l'arrivo in preghiera con Padre Pasquale Fioretti

Giulianova, Casa Maria Immacolata - l'arrivo in preghiera con Padre Pasquale Fioretti


La corsa intanto prosegue sino a Teramo dove i vigili urbani ci scortano in centro storico. La carovana sosta ai piedi del bel duomo romanico. Poi è Sergio Totari che scorre baldanzoso fra i due portici del corso principale, sotto gli sguardi sorpresi dei termanani al passeggio. Di nuovo in strada, imbocchiamo la zona industriale di Sant’Omero a Tordino. La fiaccola è passata in mano a Francesco, protagonista di un lunghissimo ed entusiasmatico tratto. Di nuovo Primo e Brunella con il simpaticissimo Peppe Mancini si avvicendano lungo la valle in direzione costa. Ad una manciata di chilometri dall’ingresso a Giulianova, ecco Giampaolo riprendere il testimone. Sarà lui ad accompagnare il fuoco accesso da Benedetto XVI sino all’ingresso a Giulianova. Ad attenderci sono le suore oblate del Bambin Gesù nella splendida corcice della Casa Maria Immacolata. Posta in un punto panoramico di Giulianova Alta, contornata di un rigoglioso giardino da cui si ammira l’azzurro del mare, il convento in questo periodo ospita famiglie di turisti bavaresi, conterranei di Ratzinger per intenderci, e decine di famiglie sfollate dai vicini centri terremotati. Al saluto del responsabile Paolo Cesanelli, segue la preghiera di padre Pasquale Fioretti sulla figura del pellegrino, metafora della vita quotidiana. Con piacere apprendiamo da don Fioretti la sua esperienza missionaria Fidei Donum in Brasile. Sua è la fondazione del Centro pa.Fi. fra le favelas di Burietà, all’interno della foresta di Salvador de Bahia. Il centro accoglie, assiste ed educa bambini abbandonati e in povertà. Oltre a don Pasquale, a Giulianova ci attendono anche diversi volontari dell’Unitalsi e semplici pellegrini che ci confermano l’arrivederci per il giorno dopo alla Macerata-Loreto. Dopo una doccia tonificante e il commensale in refertorio offerto dalle suore, i fiaccolisti stanchi ma felici sono bersaglio di domande da un gruppo di arzille signore. Sono le terremotate de L’Aquila che hanno dovuto abbandonare le loro case a L’Aquila per essere ospitate nel convento. Luisa e Sista - i nomi di due di loro - ci chiedono di poter sfiorare la luccicante torcia accesa. Le accontentiamo ben volentieri e le omaggiamo coi rosari e i cappellini bianchi edizione 2009. Fra una chiacchiera e l’altra, le signore ci hanno raccontato di essere si ancora spaventate del terremoto e dispiaciute di aver lasciato le loro abitazioni, ma anche soprese di come si sia istaurato un legame di nuove amicizie, stando insieme in questo convento. Altra piacevole novità, l’arrivo di un nuovo amico subito investito della carica onoraria di “tedoforo della fiaccola”. Originario ad Urbino e provienente da Ascoli, dove lavora come istruttore in piscina, Claudio si è “tuffato” fra noi. L’invito è venuto dal suo amico e compagno di università Giampaolo. i due hanno già picchettato la tenda dove dormiranno notte accanto ai nostri camper. Domani la sveglia sarà per tutti inclemente: ore 5 l’alzata generale. Sarà l’inizio delle quarta e ultima lunga tappa, quella che segnerà il ritorno nelle Marche.

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Dal Gran Sasso alla Via Lauretana. Terza tappa abruzzese sulla via del Pellegrinaggio

Gran Sasso d'Italia - Un pastore abruzzese con bestiame al pascolo ci indica la cima del Corno Grande

Gran Sasso d'Italia - Un pastore abruzzese con bestiame al pascolo ci indica la cima del Corno Grande

Il salentino Rocco scortato dal ciclista Antonio sulle vette del Gran Sasso
Il salentino Rocco Franco valica il passo delle Capanelle (mt. 1300). Al suo fianco c’è Antonio in bicicletta.

Una staffetta a contatto con la natura nella forte e gentile terra d’Abruzzo. Lasciato il campobase de L’Aquila, la carovana della Fiaccola è tornata nuovamente in marcia per la bellezza di 100 chilometri. Un bel tratto di salita, inerpicandosi fin su le vette incontaminate del Parco Nazionale del Gran Sasso. Superato il valico delle Capanelle ad oltre 1300 chilometri di quota, la Fiaccola ha attraversato il lago di Provvidenza sino a costeggiare le sorgenti di Santa Croce e del fiume Vomano. Conifere sempreverdi, prati in fiore e ruscelli d’acqua limpidissima hanno incorniciato la corsa dei tedofori. Sotto gli occhi incuriositi dei pastori abruzzesi alla guida del loro bestiame, ammiriamo la vetta più alta della Penisola, avvolta da un silenzio contemplativo fra il terreno e il trascendente. Il terreno è quello solcato dalle scarpe dei nostri podisti. lo scalatore del valico è il salentino Rocco Franco. Rocco è da anni il perno della staffetta, già protagonista nel 2005 della Bari-Loreto-Colonia. A succederlo in discesa è Giampaolo Grottini. Il portabandiera della postica lauretana allunga nella discesa sprint della montagna. Una bici scorta il tedoforo, facendo da elastico con gli automezzi per garantire comunicazioni, bottiglie d’acqua e ogni piccola necessità. Sulle dueruote c’è Antonio, carabiniere di origine abruzzese che si è avvicendato con il collega Angelo. Encomiabile è il lo spirito di dedizione. I due agenti dell’Arma l’avevano già dimostrata nel 2007 accompagnando la Fiaccola da sino al Santuario gemello di Altotting in Baviera.

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Le “imprese di Fabio” - parte seconda

Anche quest’anno il nostro portavoce Fabio è stato impeccabile e sbadato come sempre…

Chiunque passassa dalle strade del Parco Nazionale del Gran Sasso, località Ortolano, aguzzi bene la vista: da quelle parti è rimasto triste e solo un cellulare motorola modello 118 con custodia verde (della Regione Lombardia, custodia regalata da Laura)…

Il tedoforo Fabio è così disperato che offre una lauta ricompensa a chiunque lo ritrovi: si tratta nientepopodimenoche della fantastica moneta portafortuna regalataci dal nobile decaduto conosciuto a L’Aquila… miraccomando, datevi da fare nelle vostre gite domenicali, cercate, cercate, cercate…

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L’abbraccio marchigiano nella tendospedale de L’Aquila. Si riparte per Giulianova.

Raduno all’insegna della Regione Marche nella tendospedale aquilana allestita adiacente al centro medico San Salvatore. Qui i podisti della Fiaccola della pace hanno abbracciato i conterranei volontari della Protezione Civile e dell’ANPAS, coordinati dal responsabile Gianluca Pierni. Dopo una allegra cena servita grazie alla cucina modulare del campo e la notte trascorsa nelle tende, la Fiaccola è ripartita questa mattina salutata in preghiera da Don Dino, responsabile della pastorale giovanile de L’Aquila, nella cappellina che ospita una copia della madonna lauretana. La corsa è ripresa alla volta di Giulianova, terza tappa del pellegrinaggio che attraverserà la catena montuosa del Gran Sasso valicando il passo delle Capannelle ad oltre 1300 metri d’altitudine.

Tedofori della Fiaccola e volontari marchigiani della protezione civile insieme nella tendospedale de L'Aquila

Tedofori della Fiaccola e volontari marchigiani della protezione civile insieme nella tendospedale de L'Aquila

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La Fiaccola in TV

Oggi pomeriggio, venerdì 12, ore 14.00, Sat 2000: non perdetevi TG Ecclesia! Si parlerà della Fiaccola e del suo arrivo tra i terremotati de L’Aquila.
La Fiaccola non è nuova ai riflettori: già mercoledì l’accensione in Piazza San Pietro a Roma è stata immortalata dalle telecamere del TGR Marche.
Ampio spazio dedicatole anche sulla carta stampata locale e nazionale. Su tutti il quotidiano cattolico “Avvenire” con servizi e fotografie nelle edizioni di mercoledì, giovedì e venerdì.

Le telecamere di Sat 2000 riprendono la Fiaccola nelle mani del tedoforo Angelo prima dell'accensione ad opera del Santo Padre

Le telecamere di Sat 2000 riprendono la Fiaccola nelle mani del tedoforo Angelo prima dell'accensione ad opera del Santo Padre

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L’Aquila tornerà a volare! Non solo macerie dai muri…

L'Aquila, Via Salaria Antica Ovest - La tenacia del popolo abruzzese impressa sui muri

L'Aquila, Via Salaria Antica Ovest - La tenacia del popolo abruzzese impressa sui muri


Risorgeremo

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